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Testimonianze

Equilibri nuovi

A un mese esatto dall’alluvione, col sottofondo di escavatore e motoseghe, mi fermo e lo guardo dall’alto il mio Appennino.
E scopro una prospettiva che non avevo mai considerato: quello che vedo da qui, da questa antica chiesetta sconsacrata che stiamo mettendo in sicurezza, è uno spettacolo nuovo.
Quello che ho sotto gli occhi, e a sguardi meno abituati potrebbe sfuggire, è un paesaggio cambiato: il suo aspetto, il suo assetto, il suo utilizzo non saranno più gli stessi.

Capisco che noi umani siamo protagonisti, spettatori e anche carnefici di quello che è successo.
Dovremo imparare a convivere con i cambiamenti di cui siamo corresponsabili, e dovremo abituarci a vedere cose nuove e diverse.
Colgo in me, in bilico sulla voragine al posto della strada, un senso di stupore e un pizzico di eccitazione.
C’è un equilibrio nuovo da ricercare.