Mutuo aiuto nelle emergenze, esperienze e prospettive di autorganizzazione
Tavolo di confronto al ritrovo Genuino Clandestino, Urbino, 17 Ottobre 2025
Partecipanti: contadini, attivisti, rappresentanti delle organizzazioni partecipanti al Progetto “Brigate Climatiche” provenienti da Campania, Emilia-Romagna, Marche, Toscana.
(L’uso del maschile è d’obbligo, perché purtroppo tale è stata la partecipazione al tavolo.)

Alcuni partecipanti hanno avuto delle esperienze come volontari in emergenze sul loro territorio legate al cambiamento climatico: alluvione a Prato e piana di Firenze del 2024, Frane a Ischia nel 2024, nevone sull’appennino del 2012, terremoto dell’Aquila nel 2009 e terremoto in Centro Italia nel 2016, alluvioni nelle Marche e in Romagna e nel Bolognese nel 2022, 2023, 2024.
Questi eventi hanno prodotto un’esperienza diffusa, ma i partecipanti notano che spesso sono mancati la capacità di analisi globale delle situazioni e gli strumenti tecnici per intervenire in modo efficace.
Ci si chiede se l’aumento dei fenomeni climatici estremi nei nostri territori sia reale o solo percepito: i dati scientifici più affidabili confermano inequivocabilmente il costante aumento locale e globale dei fenomeni estremi. L’impatto di questi fenomeni ha conseguenze sociali ed ecologiche evidenti che rappresenteranno in futuro un ambito di intervento sociale e politico importante.
Le esperienze dirette indicano che l’aiuto di vicinato e la solidarietà diffusa, spontanei e immediati nelle fasi più iniziali e più critiche dell’emergenza, in seguito spesso lasciano il posto alle dinamiche opache dei comitati locali che si focalizzano prevalentemente sulle richieste dei risarcimenti economici statali ed assicurativi.
Analizziamo molto sinteticamente le forme organizzative della solidarietà e del mutuo appoggio popolari, e concordiamo sulla necessità di promuovere l’autonomia di gruppi locali e contemporaneamente la costruzione di una rete estesa decentralizzata. Ciò per rendere più rapido ed efficace l’intervento dei gruppi e delle singole persone.
Ci confrontiamo sulla necessità e sulle problematiche di dotarsi di mezzi tecnici e di infrastrutture comunicative e organizzative solide permanenti, capaci di affrontare necessità che si annunciano crescenti.
Riconosciamo alcune problematiche comuni soprattutto nelle prime fasi più concitate delle emergenze, quali ad esempio:
- da una parte la grande mole di richieste di soccorso, con la necessità di restituire sempre risposte rapide e concrete (senza mai sottovalutare lo stato di profondo disorientamento delle persone in difficoltà) a fronte di risposte istituzionali/statali a volte mancanti o insufficienti o incomprensibili;
- il numero a volte altissimo di persone che si offrono di intervenire, che richiede una gestione puntuale e rapida delle competenze da loro offerte (ma anche della frequente impreparazione e della scarsa dotazione di strumenti di lavoro e di protezione) per poter trasformare l’aiuto volontario in risorsa efficiente e senza rischi individuali.
La volontà di ottimizzare la gestione complessiva pur garantendo l’autonomia delle persone e dei gruppi autorganizzati è tema molto sentito e complesso, che richiede grande attenzione per evitare il rischio di creare strutture gerarchiche e catene di comando con relativi dispositivi di potere.
Proponiamo a CG un tavolo permanente di confronto sul tema del mutuo appoggio nelle emergenze per mantenere l’attenzione collettiva sul tema, per coinvolgere più possibile le realtà contadine, per mettere in comune risorse e conoscenze utili.
Concretamente: siamo disponibili ad accollarci l’organizzazione del tavolo anche al prossimo GC, e nel frattempo proseguiremo la discussione e terremo i contatti con i nodi e le persone interessate.
Qui, per ora, i riferimenti minimi: https://terraliquida.noblogs.org/progetto-brigate-climatiche/
Invitiamo le realtà partecipanti a GC ad approfondire la conoscenza delle fragilità e dei rischi climatici sui propri territori, in relazione all’agricoltura contadina ma anche alla vita nelle città.
Siamo consapevoli che le realtà rurali spesso hanno risorse tecniche e conoscenze utili da spendere in reti solidali nelle emergenze. Ma proprio le realtà contadine sono a volte le più vulnerabili e le più colpite dalle emergenze climatiche, e spesso soffrono per l’isolamento territoriale e problemi economici che ne limitano la capacità di mobilitarsi.
Il Progetto Brigate Climatiche è aperto alla partecipazione attiva di persone, gruppi, nodi territoriali.
Le prossime iniziative di autoformazione verranno comunicate direttamente e chi interessat* e le informazioni saranno sempre disponibili su http://terraliquida.org/ e presto sul nuovo sito del Progetto in via di pubblicazione.