In geologia e protezione civile, il rischio non è mai un evento casuale, ma il risultato di un’interazione precisa tra diversi fattori.
Uno dei modi per calcolare il rischio totale di un territorio è l’Equazione del Rischio:
R = P x V x E
Ogni elemento di questa moltiplicazione rappresenta una variabile critica:
P (Pericolosità / Hazard): è la probabilità che un evento calamitoso (terremoto, alluvione, frana) di una certa intensità si verifichi in una data area in un determinato periodo di tempo. È un dato legato alla natura.
V (Vulnerabilità / Fragilità): rappresenta la predisposizione di un elemento (edifici, infrastrutture, persone) a subire danni. Un edificio antisismico ha una vulnerabilità bassa; una vecchia casa in pietra ha una vulnerabilità alta.
E (Esposizione / Valore esposto): indica la quantità e il valore di ciò che sta sul territorio e che può essere danneggiato (vite umane, patrimonio culturale, attività economiche, vita animale, paesaggio, …).
Fragilità e Pericolosità del Territorio
Spesso si confondono i due termini, ma c’è una distinzione netta che spiega perché l’Italia sia un caso così complesso:
P = Pericolosità (Il “Cosa può succedere”)
L’Italia ha una pericolosità naturale elevata perché è geologicamente “giovane”. Siamo su una zona di collisione tra placche tettoniche (rischio sismico) e abbiamo una conformazione orografica che facilita il rapido deflusso delle acque (rischio idrogeologico).
V = Fragilità/Vulnerabilità (Il “Come siamo messi”)
Qui entra in gioco l’azione umana. Il territorio diventa “fragile” a causa di interventi come:
Abusivismo edilizio: Costruire dove non si dovrebbe (alvei dei fiumi, zone a rischio frana).
Abbandono del suolo: La mancanza di manutenzione dei boschi e dei canali di scolo in montagna aumenta il rischio di colate di fango e frane.
Urbanizzazione selvaggia: Il cemento rende il terreno impermeabile; l’acqua non viene assorbita e scorre più velocemente in superficie.
Perché è una moltiplicazione?
Il fatto che sia una moltiplicazione è fondamentale: se uno dei fattori è zero, il rischio è zero.
Se avviene un terremoto fortissimo (Palta) nel mezzo di un deserto dove non c’è nulla e nessuno (E = 0), il rischio è nullo (R = 0).
Al contrario, anche una pioggia moderata ( P media) può diventare un disastro se il territorio è estremamente fragile (V alta) e densamente popolato (E alta).
Ricordiamoci che a volte non possiamo azzerare la pericolosità (non possiamo fermare un terremoto), ma possiamo lavorare sulla vulnerabilità (costruendo strutture adatte, antisismiche) e sulla esposizione (evitando di costruire in zone pericolose e rispettando il terrirorio e accettandolo per come è).